Banche salvate, risparmiatori espropriati

Articolo realizzato in collaborazione con Difesa Risparmiatori (www.difesarisparmiatori.it)

In seguito all’approvazione dell’operazione finanziaria da 3,6 miliardi di Euro, che ha sottratto a migliaia di sottoscrittori di azioni ed obbligazioni subordinate i risparmi di una vita attraverso un vero esproprio, meglio conosciuta come “Decreto Salva Banche”, in molti comuni d’Italia la Magistratura e la Guardia di Finanza stanno indagando al fine di accertare responsabilità dei vertici degli Istituti di credito coinvolti e degli organismi di Controllo al sistema bancario e azionario.

In attesa dell’annunciato Decreto Legge che, come imposto dalla Comunità Europea in nome della salvaguardia dei diritti dei risparmiatori e della libera concorrenza di mercato, dovrebbe regolare le modalità attraverso le quali i cittadini potranno ottenere il giusto risarcimento per il maltolto, sul versante politico si assiste al consueto ed incoerente scaricabarile di responsabilità. C’è infatti chi sostiene che Banca d’Italia e Abi avrebbero dovuto vigilare sull’operato degli Istituti di credito coinvolti e c’è chi, invece, avanza una più generica (e forse semplicistica) responsabilità della Comunità Europea. Vero è che Bruxelles ha impedito di ricorrere al Fondo interbancario di tutela dei depositi (che tra l’altro avrebbe potuto risarcire solo fino al 30% della ammontare dell’investimento perduto) ma è anche vero che i profondi dissesti finanziari che hanno portato al fallimento delle banche in questione, derivano da responsabilità contrattuale ed extracontrattuale dei singoli istituti nonché da una cattiva gestione dei risparmi delle famiglie e da una malafede diffusa. L’Unione Europea richiede perciò che il Governo Italiano metta i singoli risparmiatori in condizioni di denunciare quanto perso e non sottostare ad una sorta di risarcimento forfettario prefissato.

Dopo l’emanazione del Decreto Salva Banche lo scorso novembre, il Governo si è difeso dalle accuse spiegando che senza tale decreto, anche i depositanti sopra i 100 mila Euro e gli obbligazionisti ordinari avrebbero pagato per il fallimento delle banche. Le banche a loro volta puntualizzano che se si fosse ricorso al Fitd nessuno avrebbe pagato.
L’Unione degli Azionisti e degli Obbligazionisti ha invece un diverso punto di vista.
Secondo noi tanto il Governo quanto le istituzioni bancarie si sono macchiate di gravissime colpe sia nei confronti di migliaia di risparmiatori, che impotenti hanno visto andare in fumo i risparmi di una vita dalla mattina alla sera, sia nei confronti dell’intero sistema economico Italiano, che ancora una volta ne esce indebolito e vilipeso da tanto e diffuso malaffare. Assenza di controllo sull’operato delle banche, conflitto di interessi ed incapacità di fronteggiare la  totale degenerazione di un apparato marcio, sono le colpe di cui si sono macchiati Governo e istituzioni bancarie.

E’ importante che i risparmiatori danneggiati dal Decreto Salva Banche abbiano rimborsato quanto perso non solo perché sono stati singolarmente vittima di un vero e proprio “Illecito di Stato” ma anche perché se il Governo non porrà rimedio a quanto accaduto, l’intero sistema economico Italiano e l’affidabilità della quale necessita per operare da protagonista a livello mondiale, ne usciranno irreparabilmente danneggiati. Non basterà più, quindi, al Governo, sbandierare tagli alle tasse o incentivi per attrarre investimenti diretti esteri, in quanto il primo fattore che i grandi investitori considerano è la solidità, affidabilità e trasparenza del sistema economico e finanziario, la quale non può sempre e solo essere propagandata. Quanto accaduto è quindi un danno non solo per gli investitori direttamente danneggiati da tale ruberia, ma anche per l’intera nazione che ancora una volta esce umiliata da sconcertante vicenda.

L’Unione degli Azionisti e degli Obbligazionisti consiglia, per questo motivo, a tutti i risparmiatori danneggiati dal Decreto Salva Banche di sporgere querela-denuncia per il danno subito.

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