I responsabili devono pagare

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Articolo realizzato in collaborazione con Difesa Risparmiatori (www.difesarisparmiatori.it)

Associazioni dei consumatori, privati cittadini e Unioni dei risparmiatori e degli investitori hanno iniziato a presentare, sin dall’emanazione del Decreto Salva Banche, numerosi esposti alla magistratura con l’intento di fare chiarezza e di accertare la responsabilità civile e penale dei colpevoli al fine di ottenere la restituzione del maltolto.

Truffa ai danni dei clienti della banca e appropriazione indebita. Queste sono solo alcune delle ipotesi di reato sulle quali le procure di molte, tra le principali città italiane, stanno indagando.

Sulla base delle denunce dei risparmiatori, gli investigatori hanno iniziato a collegare i puntini e l’immagine che ne risulta è, a detta loro, “molto interessante”. In particolar modo, oltre ai presunti reati di truffa e appropriazione indebita commessi dagli istituti di credito direttamente coinvolti, sono state avanzate ipotesi di reato di omissione di controllo sull’operato delle banche da parte di organi istituzionali come Banca d’Italia e Consob.

Il contesto investigativo che si presenta agli inquirenti è, in ogni caso, sicuramente tra i più complessi: finanziarie estere destinatarie di ingenti somme provenienti dagli amministratori di alcuni degli istituti coinvolti e fusioni ed acquisizioni puntuali come orologi svizzeri, destano troppi sospetti per non far pensare ad un collasso finanziario programmato o ad una regia occulta. Va aggiunto, inoltre, che a questo punto, con l’avvicinarsi dell’emanazione del Decreto Legge che disciplinerà tempi e modalità del ricorso all’autorità giudiziaria, ogni singola querela o denuncia presentata dai cittadini può risultare utile alle indagini degli investigatori in quanto volta a ricostruire i fatti, i movimenti e le operazioni che, una dopo l’altra hanno portato nel baratro tali istituti di credito e i risparmi di migliaia di onesti lavoratori italiani con essi.

E’ quindi importante e determinante, per i risparmiatori coinvolti, avere fiducia nella magistratura e nell’accertamento della verità, e soprattutto essere pronti a partecipare alla battaglia per il riconoscimento dei propri diritti e del danno subito. Certo è che tale scandalo finanziario si presenta come una questione cruciale non solo per le persone coinvolte e i diretti interessati, ma anche per il sistema finanziario italiano che ancora una volta si trova a dover rincorrere una stabilità e credibilità oramai perduta.

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