Rapina legalizzata

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Articolo realizzato in collaborazione con Difesa Risparmiatori (www.difesarisparmiatori.it)

Indignazione, disprezzo, sdegno e disperazione. Sono questi alcuni dei sentimenti che ogni sottoscrittore o acquirente dei titoli o dei prodotti finanziari degli istituti di credito destinatari del Decreto Salva banche ha provato l’indomani dell’emanazione del vile editto. Questo è solo una parte di ciò che hanno vissuto e stanno vivendo i risparmiatori che hanno visto i loro conti di risparmio azzerati.

Secondo fonti ufficiali, circa 12.500 sono stati i sottoscrittori di prodotti finanziari subordinati, per un valore complessivo di 432 milioni di Euro. Di questi, circa 10.600 hanno sottoscritto prodotti subordinati delle banche salvate, per un valore complessivo di 329 milioni di euro.

Queste sono solo alcune delle cifre di un scandalo di dimensioni vastissime di quella che sta diventando una vera e propria tempesta di querele e di esposti alla magistratura contro gli artefici occulti, i poteri forti e le lobbies bancarie italiane ed europee per quella che viene considerata la più grande ruberia nella storia della finanza italiana.

Da qualche settimana (più precisamente dall’emanazione del Decreto salva banche) infatti, a seguito di esposti e querele provenienti da privati cittadini, associazioni ed unioni dei consumatori e risparmiatori, l’Autorità nazionale anti corruzione, di concerto con le Procure di Arezzo, Roma, Milano, Firenze, Ferrara, Chieti, Pesaro, Jesi, Ancona e Macerata, solo per citarne alcune, stanno indagando per danni ai clienti della banca e appropriazione indebita.

I risparmiatori, gli investitori e più in generale tutti gli onesti cittadini che hanno letteralmente versato la loro fiducia, e con essa i risparmi di una vita, nelle mani di banchieri senza scrupoli, dal canto loro continuano la loro battaglia contro un indebito “salvataggio” per il quale non avrebbero dovuto pagare.

L’Unione degli Azionisti e degli Obbligazionisti, sostenuta dai migliori esperti legali in materia a livello nazionale e al fianco di Difesa Risparmiatori, è dalla parte degli investitori e dei risparmiatori che in buona fede, e con finalità assolutamente non speculative, hanno acquistato, sottoscritto o convertito prodotti finanziari deteriorati.

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