LETTERA APERTA DI UN ONESTO CITTADINO ROVINATO DALLA TRUFFA DI BANCA ETRURIA

Tra i tanti messaggi che ci sono pervenuti in questi giorni, ne pubblichiamo uno che ci ha particolarmente colpito per il suo elevato valore morale e simbolico.

E’ l’emblematica denuncia di un onesto cittadino che è stato privato dei risparmi di una vita da quest’infame saccheggio che ha scavato un solco invalicabile tra l’etica degli onesti e la putrida cupidigia dei corrotti.

[…] Gennaio 2016

LETTERA APERTA DI UN ONESTO CITTADINO ROVINATO DALLA TRUFFA DI BANCA ETRURIA
A chiunque sia interessato alle losche vicende della Banca Popolare dell’Etruria e del Lazio

Gentili signore e signori,

io sono un risparmiatore, cliente di Banca Etruria da molti anni, che a causa delle manovre della banca, dei raggiri da parte dei “consulenti finanziari” della stessa, e dei recenti avvenimenti ad essa collegati, si ritrova completamente rovinato, senza alcuna colpa propria.

Ecco, in breve, la mia storia:

“Non possono che salire!”, mi disse il consulente finanziario di Banca Etruria il fatidico giorno 18 dicembre 2007, in cui iniziò la mia rovina.
L’antefatto fu che qualche tempo prima avevo acquistato, su consiglio del consulente della banca, una piccola quantità di azioni della banca stessa ad un prezzo che si aggirava attorno ai 12 euro, e che in seguito potei rivendere a quasi 18 euro l’una. Poi la quotazione delle azioni di Banca Etruria iniziò a scendere…
Nel dicembre 2007 avevo dei titoli in scadenza e si trattava di reinvestire l’importo corrispondente. Ricordandomi la mia precedente esperienza con il rendimento delle azioni, il consulente della banca mi suggerì di investire tutto, cioè il grosso dei miei risparmi, in azioni della banca, che nel frattempo erano quotate a meno di 10 euro, assicurandomi che si trattava di un’occasione unica, che il valore reale delle azioni era di almeno 12 euro, e che quindi era il momento per approfittare del fatto che fossero sotto-quotate per fare un investimento molto redditizio in tempi brevi. “Non possono che salire!”, mi disse. Anche il direttore titolare della filale allora presente mi confermò tale circostanza e così mi convinsi della giustezza delle affermazioni.

Nel 1999 decisi di dedicarmi alla realizzazione di un progetto di ricerca alquanto complesso. Quindi cessai la mia precedente attività e vendetti tutte le mie proprietà immobiliari, per riorganizzare la mia vita in vista di questo mio progetto. Trasferitomi perciò nel 2000 in […], divenni cliente di Banca Etruria, dove da allora tengo il mio conto e presso la quale trasferii allora anche tutti i miei averi. Per alcuni anni venni consigliato e trattato bene dal personale della banca e si stabilì un rapporto di fiducia. Fino al fatidico dicembre 2007…
Quando feci i miei investimenti presso la banca, spesso mi fu chiesto quale finalità io perseguissi e io sempre e in ogni circostanza feci presente che il mio fine primo era di preservare il valore del mio denaro, e che la sicurezza dell’investimento avrebbe sempre dovuto avere la precedenza sul rendimento. Feci sempre presente che il mio scopo era solo quello di arrivare alla realizzazione del mio progetto a lunga scadenza e che le mie finanze dovevano essere preservate a ciò. Sapendo che il raggiungimento del mio obiettivo mi avrebbe impegnato per molti anni, mi premeva di gestire le mie finanze in maniera da poterlo anche effettivamente raggiungere.
Secondo i miei calcoli e le mie stime il budget a disposizione avrebbe dovuto essere in ogni caso sufficiente per il mio scopo, alla condizione che i miei risparmi avessero conservato nel tempo il loro valore. E questa è stata la linea guida per i miei investimenti nei primi anni del mio rapporto con Banca Etruria.

Premesso tutto ciò, si può comprendere cosa avvenne il 18 dicembre 2007. Anni di buon rapporto con la banca e la precedente raccomandazione di acquistare azioni, che in poco tempo mi aveva fruttato bene, avevano generato in me una grande fiducia nelle persone al servizio della banca. Dunque, quando mi venne assicurato che si trattava di un vantaggiosissimo investimento senza grandi rischi, quel giorno acconsentii a acquistare 10.000 azioni di Banca Etruria per un valore di quasi 100.000 euro.
All’inizio del 2008, constatando il calo del valore di oltre un euro per azione, volli vendere le azioni in mio possesso, e mi rivolsi alla filiale, dove il direttore mi sconsigliò vivamente di vendere in quel momento, perché “d’ora in avanti non possono che salire!”.
In effetti salirono un poco di lì a breve, e questo mi ridiede fiducia.

In occasione dell’aumento di capitale della banca, in agenzia mi venne assicurato che tale fatto avrebbe comportato sicuramente un significativo aumento di valore delle azioni e venni convinto ad aderire a questo aumento, sottoscrivendo il 13 giugno 2008 altre 4000 azioni di Banca Etruria, per un controvalore di 30.000 euro, poiché gli addetti si prodigarono ad assicurarmi che da lì in poi le azioni “Non possono che salire!”.
Vedendo in poco tempo scenderne ulteriormente il valore, cominciai a temere per i miei risparmi, e nel settembre di quell’anno chiesi nuovamente consiglio in filiale, se non fosse conveniente vendere le azioni, prima che il loro valore calasse ulteriormente. Di nuovo venni rassicurato con le solite parole: “Non possono che salire!”.
Quando a dicembre 2008 il valore delle azioni da me acquistate un anno prima si era più che dimezzato, disperato, mi rivolsi al direttore della filiale, che mi fece un lungo discorso, garantendomi (a parole) che il valore reale della banca – immobili, filiali, riserve, oro, ecc. – si aggirava sul prezzo a cui avevo acquistato le mie azioni, ma che a causa dell’acquisto di nuove filiali e di alcune oscure manovre le azioni erano al momento gravemente sotto-quotate, e che sarebbe un grave errore venderle in tale frangente. Mi consigliò di attendere, mi assicurò che da lì a poco il vento sarebbe cambiato, prospettò una grande ripresa, e riguardo alle mie azioni disse: “Non possono che salire!”.
Pur sentendomi gravemente danneggiato e vedendo in pericolo il raggiungimento del mio traguardo a lunga scadenza, non mi rimase altro che aggrapparmi alla speranza e credere alle parole dei dipendenti della banca.

Come si sia evoluto nel corso del tempo il valore delle azioni di Banca Etruria, lo sappiamo tutti. Ma con questo sviluppo per me personalmente è iniziato un calvario non indifferente. Nel frattempo si sono esauriti i pochi altri risparmi che avevo, e non avendo entrate di alcun tipo, nemmeno prevedibili fino al completo compimento del mio progetto, è iniziato un periodo di ristrettezze economiche, sempre maggiori col passare del tempo. La speranza di rientrare in possesso della cifra investita inizialmente nelle azioni continuava ad affievolirsi, mentre la disperazione cresceva, ma ciononostante mi rimaneva ancora quella di ricuperarne almeno una parte ragionevole, aspettando pazientemente la pronosticata ripresa, sulla quale ero stato così tanto assicurato.
Sono passati più di otto anni da quel fatidico giorno in cui venni fraudolentemente convinto a investire i miei risparmi in azioni di una banca disonesta. Io non immaginavo nemmeno lontanamente che ci fosse la possibilità di un simile disastro. Venni turlupinato con la prospettiva di un sostanzioso guadagno e la garanzia della sicurezza dell’investimento. Mi vennero propinate menzogne a iosa e grosse bugie.

A causa di questo sviluppo ora sono rovinato. Già da tempo sono costretto a vivere contenendo le spese al minimo e facendomi aiutare da amici e parenti. La realizzazione del progetto al quale ho lavorato per oltre 15 anni è ora, ad un passo dal compimento, una questione completamente incerta. Abito in una casa che già da molti anni avrebbe bisogno di urgenti riparazioni, che non sono possibili per il fatto che mi mancano i soldi per eseguirle. E tutto questo nonostante avessi calcolato con precisione la mia posizione economica, in modo da non trovarmi mai nella situazione in cui invece mi trovo.
Provo una forte comprensione per quelle persone che ritrovandosi per analoghi motivi in situazioni simili alla mia hanno già compiuto gesti estremi o pensano attualmente alla loro esecuzione. Ho […] anni, dei quali ho investito gli ultimi 16 in questo mio colossale progetto, per il quale ho lavorato da solo e in maniera indipendente, dedicandoci anima e corpo. Per questo motivo la mia vita lavorativa retribuita non raggiunge il numero di anni contributivi sufficiente per avere diritto alla pensione. Ma non sono mai stato sfiorato dal dubbio che la realizzazione del mio progetto non avrebbe supplito a questa mancanza, garantendomi sufficienti entrate per sostituire la pensione.

Ora, invece, assieme ai risparmi, è sparita anche la speranza, e tutto il sostentamento per la vecchiaia. Ora non possiedo più nulla, all’infuori del frutto di 16 anni di lavoro, che però rimane al livello di un sogno, poiché sono svaniti “nel nulla” i mezzi economici necessari alla sua realizzazione finale. Quindi mi ritrovo privato non solo di tutti i miei averi, ma anche di qualsiasi prospettiva per il futuro, che si presenta alquanto fosco e tetro.
Io non ho alcuna esperienza nel campo finanziario e legale, ed è evidente che di questo fatto qualcuno si è approfittato per depredarmi della mia unica fonte di sostentamento. Nella mia inesperienza non so nemmeno se vi sia qualche possibilità di una svolta positiva della vicenda. Neppure ho idea a chi rivolgermi o quali passi intraprendere per avere giustizia. Ho aderito alle iniziative […], e ho seguito le istruzioni impartitemi. Ma nello stesso tempo, nella mia disperazione, mi rivolgo a chiunque mi possa dare un’indicazione su cosa fare per trovare un’uscita da questo baratro nel quale sono precipitato senza colpa.
Domando a chiunque sia in grado di fornirmi una risposta, se quanto avvenuto è giusto. Giudichi ognuno se è stato onesto il comportamento dei “consulenti” bancari. Ritenete, alla luce dei fatti, anche voi che la mia sorte sia dovuta ad un raggiro delinquenziale? E che cosa posso fare per ottenere giustizia, quando è palese che la mia miseria è dovuta ad una frode, che ha rovinato la mia vita, minando le basi dell’esistenza? E come tirare avanti, quando sulla soglia di una grande realizzazione, ci si ritrova per colpa altrui senza mezzi ne prospettive? Qualcuno ha un’idea come potrei uscire dal abisso di disperazione? Vi prego di aiutarmi!

Nota redazionale: per ragioni di tutela della riservatezza, abbiamo pubblicato la lettera in forma anonima ed espunto alcuni riferimenti personali e ad altri soggetti.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...