Filtro arbitrale?

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Arbitri ad hoc scelti dal Governo e sotto la supervisione dell’Anac (Autorità Nazionale Anticorruzione)  pertanto, saranno coloro ai quali, i cittadini danneggiati dal Decreto Salva Banche, potranno rivolgersi in alternativa rispetto al giudice ordinario.

Con l’applicazione di un filtro arbitrale (i cui membri dovranno distinguersi per “comprovata imparzialità, indipendenza, professionalità e onorabilità”), imposto da Bruxelles ai fini della salvaguardia e della tutela dei diritti, e del mantenimento della concorrenza all’interno del mercato bancario e finanziario italiano, il Governo intende fornire, alle migliaia di risparmiatori danneggiati, questo ulteriore strumento. Ma quali sono le caratteristiche di questo arbitrato del quale tutti stanno ansiosamente attendendo la formale regolamentazione?

Il Governo ha parlato dell’istituzione  di un arbitrato facoltativo e l’arbitro, vale la pena di specificarlo, non è un giudice. Mentre per il ricorso all’arbitrato presumibilmente sarà previsto un breve termine perentorio dall’emanazione del decreto che lo istituirà (atteso nelle prossime settimane), per il ricorso al giudice ordinario c’è un termine più lungo.

Ciò che rileverà quindi, oltre a quanto posto in essere dalla Banca, sarà il profilo soggettivo del risparmiatore truffato in quanto destinatario di operazioni delle quali non poteva completamente comprendere le conseguenze.

Nelle intenzioni del Governo il ricorso all’arbitrato dovrebbe essere un filtro volto a dare una risposta in tempi rapidi ai risparmiatori danneggiati e ad evitare che una pioggia di ricorsi intasi la macchina della giurisdizione ordinaria. L’importante è che l’arbitrato sia istituito con una regolamentazione idonea  a garantire l’equità del procedimento e la nomina di arbitri di adeguata competenza e comprovata imparzialità.

Unione degli Azionisti e Obbligazionisti, in sinergia con Difesa Risparmiatori, è attiva nell’informazione e nell’assistenza dei cittadini ai fini del rispetto dei diritti garantiti dalla legge e nel recupero dei risparmi.

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Fiducia tradita

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Non dovrebbero forse essere le banche per prime a voler onorare il rapporto di fiducia che si instaura tra esse e i risparmiatori? Come è stato possibile che l’indice di rischio di un prodotto finanziario sia tolto dal prospetto o che non sia stato compiutamente illustrato? Sono questi solo alcuni degli indizi che stanno portando ad un approfondimento, da parte degli inquirenti, del ruolo rivestito dalla Consob nell’intera vicenda, vale a dire se veramente si possa profilare una responsabilità per omissione in capo all’organismo di vigilanza del mercato finanziario italiano, il quale non avrebbe vigilato correttamente sulla trasparenza e correttezza delle informazioni fornite ai risparmiatori circa il grado di rischio di alcuni titoli trattati dalle banche fallite.

I risparmiatori hanno pagato per i fallimenti dei quali non erano responsabili ma solo vittime. Oltre a loro, indirettamente i soldi li hanno messi anche tutti gli altri cittadini italiani che, con le tassazioni sui loro risparmi, alimentano il sistema bancario. Le Banche, dal canto loro, non ci hanno rimesso un Euro, anzi, oltre ai soldi prelevati dalle tasche di migliaia di risparmiatori, qualche nuovo o vecchio dirigente ha guadagnato sulle fluttuazioni dei titoli. In sostanza, i risparmiatori hanno pagato il fallimento, gli amministratori sono stati scudati da Banca d’Italia e le nuove banche ci hanno guadagnato.

Per questo motivo è di fondamentale importanza, per i risparmiatori,  dimostrare di essere stati vittima di una fiducia tradita e il tutto deve essere dimostrato caso per caso. Sarà infatti la nomina di un collegio arbitrale scelto dal Governo, l’oggetto del Decreto Legge di prossima emanazione, il quale dovrà provvedere a risarcire i risparmiatori di quanto indebitamente sottratto: i risparmi di una vita, risparmi che sarebbero serviti per comprare una casa o più semplicemente per aiutare e garantire un futuro ai figli.

Unione degli Azionisti e degli Obbligazionisti è solidale con i risparmiatori danneggiati dal Decreto Salva Banche ed attiva nell’affermazione dei diritti dei cittadini.

Per maggiori informazioni e ulteriori aggiornamenti invitiamo tutti a visitare la sezione Domande Frequenti e a contattarci.

Dieta mediterranea

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Articolo realizzato in collaborazione con Difesa Risparmiatori (www.difesarisparmiatori.it)

Grassi banchieri ed avidi politici banchettano e saziano la loro ingordigia su una tavola imbandita a spese dei cittadini contribuenti, i quali si sono visti ancora una volta depredati dei loro risparmi.

Ogni pessima amministrazione politica che si rispetti deve avere al suo attivo almeno una o più riforme incostituzionali, uno o più conflitti di interesse e almeno uno scandalo finanziario multimilionario.

Ovviamente, molti tra i numerosi Governi Italiani che si sono succeduti nel tempo, non si sono mai fatti mancare niente di tutto ciò: mostruosità legislative e leggi incostituzionali si sono alternate a totali conflitti di interesse e scandali di ogni genere (e l’Italia ha visto la propria immagine e anima sociale toccare il fondo).

Tuttavia, proprio quando si è convinti di aver toccato il fondo, di averle viste tutte, ecco che si ricomincia a scendere: lo scandalo finanziario, nel nostro caso lo scandalo del Decreto Salva Banche, presenta tutte le caratteristiche di un collasso finanziario ad orologeria travestito da salvataggio. Prodotti ad alto rischio venduti, talvolta sotto ricatto, a risparmiatori che altro non volevano che mantenere i loro risparmi. Ripetiamo, mantenere i propri risparmi, non speculare in folli azzardi finanziari, e invece hanno visto la propria fiducia tradita prima di tutto dal sistema bancario dimostratosi senza scrupoli, e poi dalla classe politica sempre assente e incurante delle necessità dei cittadini.

Rapina legalizzata

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Articolo realizzato in collaborazione con Difesa Risparmiatori (www.difesarisparmiatori.it)

Indignazione, disprezzo, sdegno e disperazione. Sono questi alcuni dei sentimenti che ogni sottoscrittore o acquirente dei titoli o dei prodotti finanziari degli istituti di credito destinatari del Decreto Salva banche ha provato l’indomani dell’emanazione del vile editto. Questo è solo una parte di ciò che hanno vissuto e stanno vivendo i risparmiatori che hanno visto i loro conti di risparmio azzerati.

Secondo fonti ufficiali, circa 12.500 sono stati i sottoscrittori di prodotti finanziari subordinati, per un valore complessivo di 432 milioni di Euro. Di questi, circa 10.600 hanno sottoscritto prodotti subordinati delle banche salvate, per un valore complessivo di 329 milioni di euro.

Queste sono solo alcune delle cifre di un scandalo di dimensioni vastissime di quella che sta diventando una vera e propria tempesta di querele e di esposti alla magistratura contro gli artefici occulti, i poteri forti e le lobbies bancarie italiane ed europee per quella che viene considerata la più grande ruberia nella storia della finanza italiana.

Da qualche settimana (più precisamente dall’emanazione del Decreto salva banche) infatti, a seguito di esposti e querele provenienti da privati cittadini, associazioni ed unioni dei consumatori e risparmiatori, l’Autorità nazionale anti corruzione, di concerto con le Procure di Arezzo, Roma, Milano, Firenze, Ferrara, Chieti, Pesaro, Jesi, Ancona e Macerata, solo per citarne alcune, stanno indagando per danni ai clienti della banca e appropriazione indebita.

I risparmiatori, gli investitori e più in generale tutti gli onesti cittadini che hanno letteralmente versato la loro fiducia, e con essa i risparmi di una vita, nelle mani di banchieri senza scrupoli, dal canto loro continuano la loro battaglia contro un indebito “salvataggio” per il quale non avrebbero dovuto pagare.

L’Unione degli Azionisti e degli Obbligazionisti, sostenuta dai migliori esperti legali in materia a livello nazionale e al fianco di Difesa Risparmiatori, è dalla parte degli investitori e dei risparmiatori che in buona fede, e con finalità assolutamente non speculative, hanno acquistato, sottoscritto o convertito prodotti finanziari deteriorati.

I responsabili devono pagare

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Articolo realizzato in collaborazione con Difesa Risparmiatori (www.difesarisparmiatori.it)

Associazioni dei consumatori, privati cittadini e Unioni dei risparmiatori e degli investitori hanno iniziato a presentare, sin dall’emanazione del Decreto Salva Banche, numerosi esposti alla magistratura con l’intento di fare chiarezza e di accertare la responsabilità civile e penale dei colpevoli al fine di ottenere la restituzione del maltolto.

Truffa ai danni dei clienti della banca e appropriazione indebita. Queste sono solo alcune delle ipotesi di reato sulle quali le procure di molte, tra le principali città italiane, stanno indagando.

Sulla base delle denunce dei risparmiatori, gli investigatori hanno iniziato a collegare i puntini e l’immagine che ne risulta è, a detta loro, “molto interessante”. In particolar modo, oltre ai presunti reati di truffa e appropriazione indebita commessi dagli istituti di credito direttamente coinvolti, sono state avanzate ipotesi di reato di omissione di controllo sull’operato delle banche da parte di organi istituzionali come Banca d’Italia e Consob.

Il contesto investigativo che si presenta agli inquirenti è, in ogni caso, sicuramente tra i più complessi: finanziarie estere destinatarie di ingenti somme provenienti dagli amministratori di alcuni degli istituti coinvolti e fusioni ed acquisizioni puntuali come orologi svizzeri, destano troppi sospetti per non far pensare ad un collasso finanziario programmato o ad una regia occulta. Va aggiunto, inoltre, che a questo punto, con l’avvicinarsi dell’emanazione del Decreto Legge che disciplinerà tempi e modalità del ricorso all’autorità giudiziaria, ogni singola querela o denuncia presentata dai cittadini può risultare utile alle indagini degli investigatori in quanto volta a ricostruire i fatti, i movimenti e le operazioni che, una dopo l’altra hanno portato nel baratro tali istituti di credito e i risparmi di migliaia di onesti lavoratori italiani con essi.

E’ quindi importante e determinante, per i risparmiatori coinvolti, avere fiducia nella magistratura e nell’accertamento della verità, e soprattutto essere pronti a partecipare alla battaglia per il riconoscimento dei propri diritti e del danno subito. Certo è che tale scandalo finanziario si presenta come una questione cruciale non solo per le persone coinvolte e i diretti interessati, ma anche per il sistema finanziario italiano che ancora una volta si trova a dover rincorrere una stabilità e credibilità oramai perduta.

Banche salvate, risparmiatori espropriati

Articolo realizzato in collaborazione con Difesa Risparmiatori (www.difesarisparmiatori.it)

In seguito all’approvazione dell’operazione finanziaria da 3,6 miliardi di Euro, che ha sottratto a migliaia di sottoscrittori di azioni ed obbligazioni subordinate i risparmi di una vita attraverso un vero esproprio, meglio conosciuta come “Decreto Salva Banche”, in molti comuni d’Italia la Magistratura e la Guardia di Finanza stanno indagando al fine di accertare responsabilità dei vertici degli Istituti di credito coinvolti e degli organismi di Controllo al sistema bancario e azionario.

In attesa dell’annunciato Decreto Legge che, come imposto dalla Comunità Europea in nome della salvaguardia dei diritti dei risparmiatori e della libera concorrenza di mercato, dovrebbe regolare le modalità attraverso le quali i cittadini potranno ottenere il giusto risarcimento per il maltolto, sul versante politico si assiste al consueto ed incoerente scaricabarile di responsabilità. C’è infatti chi sostiene che Banca d’Italia e Abi avrebbero dovuto vigilare sull’operato degli Istituti di credito coinvolti e c’è chi, invece, avanza una più generica (e forse semplicistica) responsabilità della Comunità Europea. Vero è che Bruxelles ha impedito di ricorrere al Fondo interbancario di tutela dei depositi (che tra l’altro avrebbe potuto risarcire solo fino al 30% della ammontare dell’investimento perduto) ma è anche vero che i profondi dissesti finanziari che hanno portato al fallimento delle banche in questione, derivano da responsabilità contrattuale ed extracontrattuale dei singoli istituti nonché da una cattiva gestione dei risparmi delle famiglie e da una malafede diffusa. L’Unione Europea richiede perciò che il Governo Italiano metta i singoli risparmiatori in condizioni di denunciare quanto perso e non sottostare ad una sorta di risarcimento forfettario prefissato.

Dopo l’emanazione del Decreto Salva Banche lo scorso novembre, il Governo si è difeso dalle accuse spiegando che senza tale decreto, anche i depositanti sopra i 100 mila Euro e gli obbligazionisti ordinari avrebbero pagato per il fallimento delle banche. Le banche a loro volta puntualizzano che se si fosse ricorso al Fitd nessuno avrebbe pagato.
L’Unione degli Azionisti e degli Obbligazionisti ha invece un diverso punto di vista.
Secondo noi tanto il Governo quanto le istituzioni bancarie si sono macchiate di gravissime colpe sia nei confronti di migliaia di risparmiatori, che impotenti hanno visto andare in fumo i risparmi di una vita dalla mattina alla sera, sia nei confronti dell’intero sistema economico Italiano, che ancora una volta ne esce indebolito e vilipeso da tanto e diffuso malaffare. Assenza di controllo sull’operato delle banche, conflitto di interessi ed incapacità di fronteggiare la  totale degenerazione di un apparato marcio, sono le colpe di cui si sono macchiati Governo e istituzioni bancarie.

E’ importante che i risparmiatori danneggiati dal Decreto Salva Banche abbiano rimborsato quanto perso non solo perché sono stati singolarmente vittima di un vero e proprio “Illecito di Stato” ma anche perché se il Governo non porrà rimedio a quanto accaduto, l’intero sistema economico Italiano e l’affidabilità della quale necessita per operare da protagonista a livello mondiale, ne usciranno irreparabilmente danneggiati. Non basterà più, quindi, al Governo, sbandierare tagli alle tasse o incentivi per attrarre investimenti diretti esteri, in quanto il primo fattore che i grandi investitori considerano è la solidità, affidabilità e trasparenza del sistema economico e finanziario, la quale non può sempre e solo essere propagandata. Quanto accaduto è quindi un danno non solo per gli investitori direttamente danneggiati da tale ruberia, ma anche per l’intera nazione che ancora una volta esce umiliata da sconcertante vicenda.

L’Unione degli Azionisti e degli Obbligazionisti consiglia, per questo motivo, a tutti i risparmiatori danneggiati dal Decreto Salva Banche di sporgere querela-denuncia per il danno subito.

Tutela del risparmio

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La Costituzione garantisce il diritto del risparmiatore alla tutela del risparmio.

UNIONE AZIONISTI E OBBLIGAZIONISTI offre a tutti i cittadini, e ai risparmiatori danneggiati dal “Decreto Salva Banche”, le informazioni più aggiornate e gli strumenti legali adatti a far valere i propri diritti.